Archivi della categoria: Opinioni

La notte dopo il voto e la Terza Repubblica

[Nella foto di copertina un’attivista francese delle Femen che, dopo aver aspettato Silvio Berlusconi nel suo seggio milanese, sale sul tavolo, si toglie la maglietta e mostra la scritta “BERLUSCONI SEI SCADUTO” – abbastanza emblematica, se si guarda al risultato ottenuto dalle forza politiche della

+Europa, carceri, Euregio: due domande al candidato trentino

| La lista +Europa è composta da molte entità, alcune prevedibili come radicali o generici moderati, altre più singolari, come i democristiani alla Bruno Tabacci; ma la lista di Emma Bonino è conosciuta sullo scenario politico prevalentemente per l’ispirazione radicale. Una delle tematiche care a

Trento, città che dorme, per i giovani si fa poco

Lettera pubblicata in prima pagina sul giornale l’Adige il 21/02/2018 L’editoriale di domenica del direttore ha riportato alla mia mente un altro editoriale, per ironia della sorte pubblicato esattamente tre anni fa. Domenica 22 febbraio la colonna sinistra dell’Adige titolava “Comunali 2015: le priorità che

La memoria breve.

Dobbiamo davvero parlare della Polonia. Sì, della Polonia: quel luogo magico, a metà tra realtà e fantasia, che vive di un’eterna contraddizione, tra Occidente e comunismo, tra vacanze low cost e viaggi della memoria, tra “progressismo” (certo, uno tutto particolare: quello degli anni ’80 di Solidarność) e autoritarismo,

Recensione a: “Lettere a Cioran” – Nicola Vacca

di Paolo Vanini Emil Cioran è stata una delle voci più scettiche, e probabilmente meno ascoltate, del Novecento. Ad oltre un ventennio dalla sua morte, e in un momento di riscoperta del suo pensiero, la ferocia dei suoi dubbi resta però per molti un inconfutabile

UNITN vs. UNIPD: la Grande Memewar

Pare che Trento si studi in mezzo ai boschi e i voti all’Università vengano regalati “negli ovetti kinder”, mentre a Padova – facoltà di “lontana tradizione” – si pensi più a bere che a studiare, poiché l’Università non fornirebbe un’istruzione adeguata. Almeno così stando alla

Apologia di una generazione romantica

di Frescobaldi Cresciamo leggendo Leopardi, convinti che la sua poesia più bella sia l’infinito, ma messi alle corde dalla realtà che cozza contro i nostri desideri non ci rendiamo conto che le sue parole più belle le ha consegnate alla Ginestra. Leggiamo i Simbolisti sui banchi

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